L’interesse rateale

Come abbiamo già appreso in precedenza, l’interesse è il compenso che spetta al creditore per aver prestato una somma di denaro al debitore.

L’interesse rateale si differenzia leggermente da quello normale per il semplice motivo che prevede l’impiego di più di una scadenza temporale.

 

La formula dell’interesse rateale è la seguente:

 

I R = {C * r * [(t 1 + t n)/2] / 100}

 

Le variabili, come visto anche in precedenza, sono le stesse (capitale, tasso d’interesse e tempo) ma per quanto riguarda quest’ultima bisogna precisare che: t 1 rappresenta la prima delle date di scadenza temporale (rate), mentre t n l’ultima delle date di scadenza temporale (rate).

 

Il tempo può essere espresso in anni (a), mesi (m) e giorni (g).

 

I R = {C * r * [(t 1 + t n)/2] / 100} —-> Anni
I R = {C * r * [(m 1 + m n)/2] / 1200} —-> Mesi
I R = {C * r * [(g 1 + g n)/2] / 36500} —-> Giorni secondo l’anno civile
I R = {C * r * [(g 1 + g n)/2] / 36600} —-> Giorni secondo l’anno bisestile
I R = {C * r * [(g 1 + g n)/2] / 36000} —-> Giorni secondo l’anno commerciale
I R = {C * r * [(g 1 + g n)/2] / 36525} —-> Giorni secondo l’anno europeo standard

 

Una volta determinato l’interesse rateale (I R), in seguito andremo a calcolare il montante (M).

 

Montante (M) = Capitale (C) + Interesse rateale (I R)

 

In pratica l’interesse rateale va a capitalizzarsi, divenendo così nuovo capitale.

Successivamente andremo a trovare l’importo di ogni singola rata da pagare al creditore alla scadenza stabilita.

 

Montante (M) / n° rate o scadenze
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